Archiviato in: Music | Tag: bright eyes, landlocked blues, lyrics, Music, thoughts, words
If you walk away, I’ll walk away
First tell me which road you will take
I don’t want to risk our paths crossing someday
So you walk that way, I’ll walk this way
And the future hangs over heads
And it moves with each current event
Until it falls all around like a cold, steady rain
Just stay in when it’s looking this way
And the moon’s laying low in the sky
Forcing everything metal to shine
And the sidewalk holds diamonds like a jewelry store case
They argue, walk this way, no, walk this way
And Laura’s asleep in my bed
As I’m leaving, she wakes up and says
“I dreamed you were carried away on the crest of a wave
Baby, don’t go away, come here”
And there’s kids playing guns in the street
And one’s pointing his tree branch at me
And so I put my hands up, I say, “Enough is enough
If you walk away, I’ll walk away”
And he shot me dead
I found a liquid cure from my landlocked blues
It would pass the way like a slow parade
It’s leaving, but I don’t know how soon
And the world’s got me dizzy again
You think after twenty-two years I’d be used to the spin
And it only feels worse when I stay in one place
So I’m always pacing around or walking away
I keep drinking the ink from my pen
And I’m balancing history books up on my head
But it all boils down to one quotable phrase
“If you love something, give it away”
A good woman will pick you apart
A box full of suggestions for your possible heart
But you may be offended, and you may be afraid
But don’t walk away, don’t walk away
We made love on the living room floor
With the noise in the background from a televised war
And in that deafening pleasure, I thought I heard someone say
“If we walk away, they walk away”
But greed is a bottomless pit
And our freedom’s a joke, we’re just taking a piss
And the whole world must watch the sad comic display
If you’re still free, start running away
Because we’re coming for you!
I’ve grown tired of holding this pose
I feel more like a stranger each time I come home
So I’m making a deal with the devils of fame
Saying, “Let me walk away, please”
You’ll be free, child, once you have died
From the shackles of language and measurable time
And then we can trade places, play musical graves
Until then walk away, walk away, walk away
So I’m up at dawn
Putting on my shoes
I just want to make a clean escape
I’m leaving, but I dont know where to
I know I’m leaving, but I dont know where to
The lights go on
The lights go off
When things don’t feel right
I lie down like a tired dog
Licking his wounds in the shade
When I feel alive
I try to imagine a careless life
A scenic world where the sunsets are all
Breathtaking

Archiviato in: Music | Tag: de andre, hotel supramonte, musica, poesia, testo
…
E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiammme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
nel tuo ordine discreto dentro il cuorema dove, dov’è il tuo amore
ma dove è finito il tuo amore.Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonnte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolorema dove, dov’è il tuo cuore
ma dove è finito il tuo cuore.E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e solema dove, dov’è il tuo amore
ma dove è finito il tuo amore.…
Archiviato in: Music | Tag: 2003, consigli, down the river, musica, okkervil river, recensioni, will sheff
OKKERVIL RIVER
DOWN THE RIVER OF GOLDEN DREAMS (2003, Jagjaguwar)

Uscito in sordina nel lontano 2003, Down the River of Golden Dreams rappresenta per me il vertice della produzione del gruppo originario di Austin, Texas.
Si tratta solamente del scondo album, eppure è qui che il songwriting di Will Sheff rasenta la perfezione. Non c’è soluzione di continuità tra le tracce, ogni pezzo si fonde in modo perfetto col successivo in una progressione costante, a tratti addirittura commovente ( da “It Ends with a Fall” a “Dead Faces” . Da brividi ).
Musicalmente ci troviamo di fronte ad un folk rock molto tradizionale, nel quale si avverte immediatamente l’influenza dei giganti della musica americana ; da Dylan a Young, dai The Band ai Neutral Milk Hotel. Nulla di nuovo quindi ma non per questo meno accattivante, soprattutto se realizzato con la cura che ha sempre contraddistinto l’opera degli OR ( che meraviglia l’ultimo singolo “Lost Coastlines” !)
Come ogni lavoro degli Okkervil River, una parte importante la svoglono i testi, come sempre ispiratissimi e mai banali, sicuramente un valore aggiunto per chi ha familiarità con la lingua e riesce ad immedesimarsi nei racconti di Will ( su tutti spicca una “The War Criminal Rises and Speaks“, degna del miglior Dylan, v. sotto).
Uno dei migliori dischi dell’ultimo decennio, da recuperare assolutamente.
VIDEO – “ It Ends With a Fall “
LYRICS – “The War Criminal Rises and Speaks“
“[...]And you’re almost back now,
you can see by the signs;
from the bank you tell the temperature
and then the time,
and the billboard reads some headlines.
The head wants to turn,
to avert both its eyes,
but the mind wants to learn
of some truth that might be
inside reported crimes.
(clic per il video, merita)
We expected something, something better than before.We expected something more.
Do you really think you can just put it in a safebehind a painting, lock it up and leave?
Walk away now and you’re gonna start a war
Whatever went away I’ll get it over now.I’ll get money, I’ll get funny again
Walk away now and you’re gonna start a war
We expected something, something better than before.We expected something more
We were always weird but I never had to hold youby the edges like I do now
Walk away now and you’re gonna start a war
Whatever went away I’ll get it over now.I’ll get money, I’ll get funny again
Walk away now and you’re gonna start a war
Archiviato in: Politik | Tag: annozero, gasparri, italia, santoro, terremoto, vauro

«Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini» In un mondo perfetto Gasparri pulirebbe i cessi nelle stazioni.
Come al solito, in questo paese succedono cose strane.
Capita ad esempio che un (bravo) vignettista venga sospeso per aver leso “gravemente i sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”.
Oltre a chiedersi in quale altro paese al mondo i provvedimenti disciplinari siano scritti come le omelìe, un povero ingenuo come il sottoscritto vorrebbe capire quali siano questi doveri e soprattutto la missione del servizio pubblico, perchè davvero, dopo le ultime settimane di televisione italiana le idee sono un po’ confuse.
Personalmente (ma ahimé, a quanto pare sono in minoranza) considero più grave il continuo sciacallaggio mediatico perpetrato ai danni della povera popolazione abruzzese.
Non sono forse maggiormente lesive del “sentimento di pietà dei defunti” e soprattutto della dignità di chi è sopravvissuto, le interviste fuori le tendopoli, la ricerca della lacrima a tutti costi, dello scoop prima di tutto?
Un pietoso “Tutto il sisma minuto per minuto” in cui le morti prendono il posto dei gol, ecco cos’è stato il servizio pubblico in queste settimane.
E’ questo che vogliono i nostri solerti governanti? Pare proprio di sì.
Ovviamente anche l’ingenuo di cui sopra sa che tutta questa boutade non è altro che un avvertimento in stile mafioso al povero Santoro (“se non fai il bravo leviamo di mezzo i tuoi amichetti uno ad uno” – prossimo avvertimento, la testa baffuta di Esposito nel letto), preludio ad un nuovo editto bulgaro ed un nuovo chiodo sul cascione da morto dell’informazione di questo derelitto paese.
Vauro non mollare, quiggiù qualcuno ti ama.
“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

vuoi tu unire lato ozcuro tella forza, zi?
Cardinal Joseph Ratzinger
catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.t




